Cosa sappiamo sull'arresto di Călin Georgescu in Romania: dal legame con Horatiu Potra all'interrogatorio
L'arresto del politico Călin Georgescu ha fatto scalpore in Romania: cosa sappiamo sul fermo, dall'interrogatorio al suo legame con Horatiu Potra
L’arresto di Călin Georgescu in Romania ha scatenato numerose polemiche. Il politico anti-Ue e pro-Putin, che lo scorso 24 novembre aveva vinto il primo turno delle elezioni presidenziali, poi annullate dalla Corte Costituzionale per ingerenze esterne, è stato fermato mercoledì 26 febbraio dalla polizia rumena mentre si trovava nel traffico e portato davanti a un giudice per un lungo interrogatorio.
- L'arresto di Călin Georgescu in Romania
- Le perquisizioni e il sequestro di armi e soldi
- Chi è Călin Georgescu
- Le reazioni all'arresto di Călin Georgescu
L’arresto di Călin Georgescu in Romania
Călin Georgescu è stato fermato dalla polizia romena nella mattinata di mercoledì 26 febbraio e portato in Procura per un lungo interrogatorio. Stando alla ricostruzione di La Repubblica, Georgescu è stato bloccato in auto, ufficialmente per un’infrazione al codice della strada, mentre era diretto a presentare la propria candidatura alle elezioni presidenziali-bis, fissate per le giornate del 4 e 18 maggio.
È accusato di “reati contro l’ordine costituzionale, false informazioni sulle fonti di finanziamento della campagna elettorale, possesso illegale di armi e creazione di un’organizzazione a carattere xenofobo, fascista e razzista”.

Călin Georgescu.
Dopo il fermo, Călin Georgescu ha invitato i suoi sostenitori a una manifestazione di protesta per la giornata di sabato 1 marzo a Bucarest, capitale della Romania.
Su Facebook ha scritto: “Il sistema comunista-bolscevico continua i suoi odiosi abusi. Cercano di fabbricare prove per giustificare brogli elettorali, facendo di tutto per bloccare la mia nuova candidatura. Dov’è la democrazia e i partner che devono difenderla?”.
Le perquisizioni e il sequestro di armi e soldi
Durante il lungo interrogatorio di Georgescu, la polizia ha effettuato 47 perquisizioni in cinque diverse contee del Paese.
All’interno di abitazioni e uffici di 27 collaboratori del leader anti-Ue e pro-Putin sono state sequestrate armi e grosse somme di denaro. Nello specifico, nella villa-bunker di Horatiu Potra, capo dei mercenari romeni nonché guardia del corpo privata del politico arrestato, è stato scoperto un arsenale nascosto. In un edificio di Brasov, in Transilvania, le forze dell’ordine hanno sequestrato pistole, mitra e granate, oltre a munizioni. In una cassaforte interrata erano custodite mazzette per oltre un milione di euro.
Horatiu Potra era già stato fermato l’8 dicembre. All’alba del giorno delle elezioni poi annullate, assieme a una ventina di mercenari armati ed ex agenti dei servizi segreti, aveva cercato di raggiungere Georgescu davanti al seggio in cui avrebbe voluto votare simbolicamente alla periferia di Bucarest, incitando la folla a fare lo stesso.
Chi è Călin Georgescu
Călin Georgescu, il 24 novembre, aveva ottenuto il 22,9% dei voti.
Da semi-sconosciuto tecnocrate, è riuscito a vincere il primo turno delle elezioni presidenziali anche grazie alla spinta di TikTok. Dalle indagini sarebbero emersi finanziamenti russi non dichiarati superiori ai 400 mila euro, 85 mila tentativi di hackeraggio al sistema informatico elettorale e 3,1 milioni di follower non rintracciabili.
Alla fine del 2024, Ue, Nato e Usa si erano schierati in blocco a favore dell’annullamento delle elezioni presidenziali in Romania, imposto dall’ex presidente della Repubblica Klaus Iohannis. Ora, però, gli Stati Uniti d’America difendono Georgescu, ammiratore dichiarato di Donald Trump, oltre che di Vladimir Putin.
Le reazioni all’arresto di Călin Georgescu
Elon Musk, boss di Tesla, SpaceX e X, nonché membro del nuovo governo Usa guidato da Donald Trump, ha scritto un inequivocabile post sul suo social network, definendo “assurdo” l’arresto della “persona che ha preso il maggior numero di voti alle elezioni presidenziali rumene”.
Anche il gruppo parlamentare Ue della Lega di Matteo Salvini si è schierato, con una nota, dalla parte di Georgescu: “Quanto sta avvenendo in Romania è estremamente preoccupante“.
